Killer

18 Ott

   Io amo i cani. Ok, non ne ho mai avuto uno, ma questo non mi impedisce di amarli. Quelli grossi, quelli piccoli, quelli chiari, quelli scuri. Li amo tutti. Anche quando mi sbavano sui jeans, anche quando tentano approcci con la mia gamba, anche quando mi tendono assalti da dietro il cancello del vicino di casa. Li amo comunque. E’ solo che non so come dirglielo. Non parlo il "canidese", o quel che è. Ed è così, proprio per questa ragione, che mi ritrovo a correre lungo le corsie del reparto, inseguito da un dobberman dal pelo lucido.
   – Aiuto!!!
   – Killer, cuccia!
   Perfetto, sono inseguito da un cane di nome Killer: come potrei immaginare una situazioni peggiore?
   Davanti a me l’espositore mobile di cellulari. E’ in queste condizioni disperate che ti rendi conto di come la società del lavoro l’abbia vinta sull’istinto di sopravvivenza. Solo un paio d’anni fa non ci avrei pensato due volte ad agganciare l’espositore per farlo rovinare rumorosamente alle mie spalle, bloccando o quantomeno ritardando la caccia di Killer. Adesso, in 0,08 secondi, ho realizzato l’immagine dei miei prossimi dieci stipendi condita da una decurtazione rateizzata di centinaia di euro ciascuno, per ripagare i danni che questo atto alla Bruce Willis comporterebbe.
   Svolto l’angolo e sono tra i videogiochi. Vorrei potermi girare e lanciare un raggio fotonico o qualcosa del genere alla bestiaccia, ma non oso nemmeno girare il collo per vedere dov’è. Le grida del padrone si fanno sempre più affannate e lontane, ma l’uomo continua a gridargli contro: pare che Killer non ne voglia sapere di stare a cuccia. Ne va del suo nome, immagino.
   Qualcuno strilla. Qualcun’altro mi urla "Scappa". Mi viene da ridere.
   Curvo con tutto il corpo a sinistra, slitto, e con un rumore sordo sono per terra contro una bacheca di non so che cosa – un non so che cosa che mi piove addosso rumorosamente. Non ho tempo per guardare, mi rialzo e riprendo a correre. Killer è ancora dietro di me?
   – Via! Via!
   Il bello di tutto questo è che mi sento ancora investito del mio ruolo di commesso e, per qualche ragione che trascende la mera umanità, mi sento in dovere di far allontanare i clienti.
   Ancora una curva, poi la porta del corridoio-dipendenti. Sprint finale. Azzardo un’occhiata alle mie spalle: c’è qualcosa, ma non capisco se è la belva o una fila di stampanti laser. La porta del corridoio si apre, Valter si affaccia tenendo la maniglia così stretta da avere le nocche bianche.
   – Iamm’ guajò! Iamm’!
   Con un ultimo sforzo chiudo i dieci mietri che mi separano dall’ingresso, quasi volando, e con un salto e il rumore metallico della porta sbattuta alle mie spalle, sono dentro.
   Ansimo, prendo fiato, respiro, ansimo.
   Valter mi guarda con un sorriso stupefatto: – Minchia, sembravi una scheggia, guajò!
   Sorrido: – Tipo… Carl Rogers.
   Il mio compare dipinge un punto interrogativo con le sopracciglia: – E chi cazz’è?
   Ansimo: – Non era una centometrista?
   – Quello era Carl Lewis.
   – Giusto, – boccheggio – Rogers era uno psicologo.
   Con un gesto Valter manda a quel paese me e Carl Rogers: – Minchia guajò, pure quann’ sei in pericolo sei una palla.
   Credo che farò una pausa-caffè.

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9 Risposte to “Killer”

  1. LaVostraProf 18 ottobre 2010 a 3:58 PM #

    Continuo a pensare che dovreste mettere un tornello con dei biglietti per gli spettacoli pomeridiani.

  2. utente anonimo 18 ottobre 2010 a 6:21 PM #

    Eheh, non so lo spirito con cui il cane ti rincorreva, o se era minaccioso (se era equilibrato non ne avrebbe avuto motivo però…), è probabile che abbia preso la tua corsa come un gioco. La cosa più semplice sarebbe stato restare fermo e non fissarlo negli occhi. Per i cani lo sguardo fisso negli occhi è visto come sfida. I più remissivi lo scambio di sguardi si risolve con loro che lo abbassano e guardano da un'altra parte, con i dominanti invece si sentono autorizzati ad attaccare. 

    Il padrone con un dobermann libero in un centro commerciale però è da denuncia… Buono o non buono. è comunque pericoloso! Oltre che illegale…

    Bell'avventura però, che ne dici? 🙂

     

    Ilaria (lurker da una vita :P)

  3. utente anonimo 18 ottobre 2010 a 8:22 PM #

    ahahaha fantastico! da commesso-psicologo a centometrista!!! prossima tappa olimpiadi! che uomo dalle mille risorse…. anche velocista!
    un bacio
    calliope

  4. IlNeurone 18 ottobre 2010 a 9:37 PM #

    solidarietà: a tre anni sono stata inseguita da due mucche feroci….

  5. DanteHicks 19 ottobre 2010 a 10:24 AM #

    @ziaprof: continuo a pensare che dovrei farmi dare un aumento!

    @ilaria: hai ragione, ma ho avuto poco tempo per vedere dove fossero gli occhi, tra una zanna e l'altra!

  6. ImpiegataSclerata 19 ottobre 2010 a 10:45 AM #

    Sinceramente, con un dobberman dal pelo lucido che si chiama Killer e che non dà minimamente retta al padrone quando gli dice di stare a cuccia, l'ultima cosa che mi verrrebbe in mente, temo, sarebbe di stare fermo immobile….

  7. utente anonimo 20 ottobre 2010 a 8:32 AM #

    ROTFL!

    dimmi che te la sei inventata di prego. Sto ancora ridendo 🙂

    Se è vera spero abbiate denunciato il padrone e che pagherà lui tutti i danni.

    Ciao
    Davide

    PS: un aumento non fa mai male 🙂

  8. utente anonimo 20 ottobre 2010 a 10:52 AM #

    Il cane è il miglio amico dell'uomo… ma a volte, per i cani, noi non siamo iloro migliori amici!!!!
    Una curiosità… cos'hai urtato????
    Non sarà mica lo stand degli auricolari, vero?

    Aladel ^__^

  9. utente anonimo 23 ottobre 2010 a 5:50 PM #

    Dante devo farti conoscere il mio Augusto…. hai un così bel rapporto con i cani!!! li fai divertire  e ti tieni in forma ragazzo! 😉 _mAry

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