Etica

7 Giu

   Sara mangiucchia il suo tramezzino tonno, pomodoro e maionese a piccoli bocconi, assorta in pensieri silenziosi. Da dietro la cannuccia del mio succo di frutta osservo le rade mollichine caderle dagli angoli della bocca e scivolare lungo la maglietta smanicata, intrappolandosi tra le sue pieghe o finendo dritte in mezzo ai seni. Sospira, gli occhioni aperti su un punto invisibile poco più avanti.
   Il mio succo di frutta gorgoglia. Tiro su le ultime gocce, poi lo accartoccio e lo lancio nel cassonetto dell’immondizia.
   Sara sospira di nuovo. Io le passo una mano sulle spalle: – Avanti, può capitare.
   Di tutta risposta sospira una terza volta, incrocia lo sguardo col mio e lo distoglie subito, alzando le sopracciglia in un gesto di rassegnata dissuasione. Le do un bacio sulla guancia.
   – Non è stato nulla di grave – ripeto quasi sottovoce.
   – Dici? – mormora senza convinzione.
   Sorrido, le do un altro bacio. – Certo.
   – Sì, ma quella povera cliente non c’entrava nulla – mugola.
   Inspiro per prendere tempo e trovare le parole giuste. – Sì, è vero. Così come è vero che sei umana, Sara. Una giornata "No" può capitare a tutti, e se in quella giornata qualcuno malaguratamente ti fa innervosire… Poi, andiamo, anche la cliente era un bel tipetto!
   – Era solo insistente! Ne ho trovate tante insistenti. Questa non era tanto diversa dalle altre.
   – Ma infatti non hai fatto nulla di esagerato nei suoi confronti.
   – Dante, le ho dato della stronza! – mi ammonisce.
   – Ok, un po’ hai esagerato.
   Sospira per la quarta volta e mi avvicina il tramezzino per darle una mano a finirlo. Rimaniamo in silenzio a sbocconcellare il nostro pasto, guardando passare le automobili.
   – Lo so che non ho fatto nulla di grave – commenta d’un tratto, – ma se anch’io mi comporto come si comportano le persone che meno tollero, che ho di diverso da loro?
   L’etica personale è come un libro che ci imponiamo di scrivere e imparare a memoria, interrogandoci di quando in quando e assegnandoci voti severi.
  

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12 Risposte to “Etica”

  1. puraseta 7 giugno 2010 a 5:07 PM #

    mi piace questa tua definizione di etica personale, mi piace e mi si confà… è però sull sull'auto-giudizio che ho qualche riserva, giacchè solo chi si pone il problema si rammarica; per tutti gli altri è un bell'andare… e nove su dieci sono loro che vanno mentre noi si resta al palo.Seta

  2. puraseta 7 giugno 2010 a 5:07 PM #

    mi piace questa tua definizione di etica personale, mi piace e mi si confà… è però sull sull'auto-giudizio che ho qualche riserva, giacchè solo chi si pone il problema si rammarica; per tutti gli altri è un bell'andare… e nove su dieci sono loro che vanno mentre noi si resta al palo.Seta

  3. controglischemi 7 giugno 2010 a 5:24 PM #

    "L'etica personale è come un libro che ci imponiamo di scrivere e imparare a memoria, interrogandoci di quando in quando e assegnandoci voti severi".Giro tra i blog e mi imbatto nel tuo….magnetico modo di scrivere storie quotidiane dense di tutto un po'.Bel post, bel blog   

  4. controglischemi 7 giugno 2010 a 5:24 PM #

    "L'etica personale è come un libro che ci imponiamo di scrivere e imparare a memoria, interrogandoci di quando in quando e assegnandoci voti severi".Giro tra i blog e mi imbatto nel tuo….magnetico modo di scrivere storie quotidiane dense di tutto un po'.Bel post, bel blog   

  5. DanteHicks 7 giugno 2010 a 6:07 PM #

    @seta: è qui la differenza: tra chi crede nell'etica personale e chi non ne ha alcuna. Siamo abituati a pensare in termini molto opportunistici (nel senso di "Che opportunità mi dà fare o non fare questo?"), ma sto iniziando a riflettere quanto sia sbagliato come modo di pensare. E dato che pensare-dire-agire sono collegati…

  6. DanteHicks 7 giugno 2010 a 6:07 PM #

    @seta: è qui la differenza: tra chi crede nell'etica personale e chi non ne ha alcuna. Siamo abituati a pensare in termini molto opportunistici (nel senso di "Che opportunità mi dà fare o non fare questo?"), ma sto iniziando a riflettere quanto sia sbagliato come modo di pensare. E dato che pensare-dire-agire sono collegati…

  7. utente anonimo 7 giugno 2010 a 6:14 PM #

    i miei complimenti alla tua colleganon e' facile trovare che si fa questi problemi e appunto si da voti spesso severi

  8. utente anonimo 7 giugno 2010 a 6:14 PM #

    i miei complimenti alla tua colleganon e' facile trovare che si fa questi problemi e appunto si da voti spesso severi

  9. utente anonimo 7 giugno 2010 a 10:52 PM #

    Mi scuso in anticipo per fare la (piuttosto antipatica) parte della maestrina, ma:"quella povera cliente non centrava nulla" significa che la cliente non era in grado di raggiungere un bersaglio, o un obiettivo. Forse in questo contesto intendevi "c'entrava"? :)Scusa ancora! Anzi, puoi anche eliminare il commento dopo averlo letto, non credo offra grandi spunti di discussione :)Ciao!-ochrasy-

  10. utente anonimo 7 giugno 2010 a 10:52 PM #

    Mi scuso in anticipo per fare la (piuttosto antipatica) parte della maestrina, ma:"quella povera cliente non centrava nulla" significa che la cliente non era in grado di raggiungere un bersaglio, o un obiettivo. Forse in questo contesto intendevi "c'entrava"? :)Scusa ancora! Anzi, puoi anche eliminare il commento dopo averlo letto, non credo offra grandi spunti di discussione :)Ciao!-ochrasy-

  11. DanteHicks 8 giugno 2010 a 12:11 PM #

    @ochrasy: tnx 🙂

  12. DanteHicks 8 giugno 2010 a 12:11 PM #

    @ochrasy: tnx 🙂

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