La tempesta

14 Set

   "La tempesta perfetta" è un documentario sulla siccità indiana, a confronto con l’acqua che sto prendendo. La macchina è al Centro, ma ho avuto la bella pensata di arrivare un’ora prima per dare un’occhiata ai negozi della zona: mi sono appena accorto di avere solo una manciata di pantaloni estivi.
   – Poco male! – Urlo al cielo. – Tanto hai pensato bene di chiuderla qui, con l’estate, eh?
   Un rumore come di legno spezzato, e dalle nuvole risponde un boato fragoroso.
   – Se, se, protesta pure…
   Qualcosa si aggancia al mio braccio sinistro.
   – Con chi ce l’hai?
   Sara mi sorride, i capelli bagnati, appiccicati sulle guance, gli occhi di un grigio profondo.
   – Col tempo.
   Si stringe nelle spalle: a quanto pare siamo in due ad aver dimenticato l’ombrello. Attorno, la gente sembra essere stata più previdente. Non possiamo far altro che continuare a ficcare le scarpe nelle pozzanghere e tenerci vicino ai cornicioni, godendo di ogni balcone che ci strappi per qualche secondo a questa tormenta.
   Di punto in bianco, come un lampo a ciel sereno (un’immagine fuori luogo, al momento), prendo piena coscienza dell’esatto punto in cui e con chi mi trovo. Mi accorgo di avere qualcosa da dire. So di avere qualcosa da dire. Ma cosa? E come? E poi: siamo sicuri? Io non sono mai sicuro di niente, figuriamoci di questo genere di cose. Do un’occhiata a Sara: è immersa nei suoi pensieri più che nella pioggia, gli occhi sul marciapiede coperto di rivoli. Mi viene in mente che, con tutta probabilità, starà pensando se ha ancora del ketchup o se è da ricomprare. Quindi sta a me la prima mossa? (Perché sempre a me? Non ricordo di aver scelto i bianchi! Chi ha detto che ho scelto i bianchi?!). Ci provo. Mentalmente, ovvio. Comincio a formulare una serie di frasi sconnesse: iniziano tutte con "Senti…" e si dispiegano in un abisso di niente e confusione. Sbuffo, lei mi guarda, abbozzo un sorriso, ricambia. Poi torniamo con gli occhi al marciapiede e i pensieri all’infinito. La pioggia non è mai stata così silenziosa.
   – Eccoci – bisbiglia a un certo punto, quasi impercettibilmente.
   Il Centro si staglia davanti a noi. Non me n’ero accorto: ha quasi smesso di piovere. Tiro giù il cappuccio della felpa mentre facciamo gli ultimi metri. Poi ci fermiamo davanti all’ingresso. Sapete il bello qual è? Che siamo entrambi convinti che ci sia qualcosa da dire, qualcosa da fare, lo posso sentire. C’è un terribile imbarazzo su di noi, così denso che si attacca addosso scaldandoci, nonostante la pioggia (la pioggia?) ci stia facendo tremare. Afferriamo una manciata di lunghissimi secondi, li dilatiamo ancora di più col carico della nostra reciproca attesa, e in quell’attimo ci sfioriamo con lo sguardo – due, forse tre volte. E il bello, dicevo, è che accade tutto questo, tutto insieme, tutto come un incomprensibile discorso tra muti e poi… Il marciapiede. Uno dei due, non saprei dire chi, alza le sopracciglia e l’altro, con un filo di voce, "Che si fa? Si va?".
   E si va.

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11 Risposte to “La tempesta”

  1. utente anonimo 14 settembre 2009 a 5:17 PM #

    mmm…come si direbbe qui in toscana: sei messo bene di nulla!
    😀

  2. utente anonimo 14 settembre 2009 a 5:17 PM #

    mmm…come si direbbe qui in toscana: sei messo bene di nulla!
    😀

  3. utente anonimo 15 settembre 2009 a 9:51 AM #

    Uff, ed io che speravo… 🙂

    Ciaps
    Davide

  4. utente anonimo 15 settembre 2009 a 9:51 AM #

    Uff, ed io che speravo… 🙂

    Ciaps
    Davide

  5. utente anonimo 15 settembre 2009 a 11:20 AM #

    e porca miseria!!!!! e non si fa così … occasione sprecata
    dai che se ti dice bene la pioggia non smette e voi dimenticate di nuovo gli ombrelli … ma per favore non buttare via l’attimo

  6. utente anonimo 15 settembre 2009 a 11:20 AM #

    e porca miseria!!!!! e non si fa così … occasione sprecata
    dai che se ti dice bene la pioggia non smette e voi dimenticate di nuovo gli ombrelli … ma per favore non buttare via l’attimo

  7. utente anonimo 15 settembre 2009 a 3:23 PM #

    *_*

    fyaa

  8. utente anonimo 15 settembre 2009 a 3:23 PM #

    *_*

    fyaa

  9. LaVostraProf 15 settembre 2009 a 7:34 PM #

    Ma se fosse un racconto che inizia e finisce così come inizia e finisce questo, che bel racconto sarebbe.
    Bravo 🙂

  10. LaVostraProf 15 settembre 2009 a 7:34 PM #

    Ma se fosse un racconto che inizia e finisce così come inizia e finisce questo, che bel racconto sarebbe.
    Bravo 🙂

  11. utente anonimo 17 settembre 2009 a 8:40 AM #

    Sarà una mia misinterpretazione, ma quel “si va” non era riferito al centro commerciale… 😉

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