Muli

3 Ago

   Vi prego, salvatemi.
   Non so cosa abbia fatto per meritarmi questo; anzi, questi. Sono pronto a fare ammenda, però. Chiederò scusa pubblicamente, mi prosterò e rotolerò nella polvere, se necessario. Qualunque cosa, ma tiratemi fuori da qui.
   – Allora, ci sono – dice quello alto. Vorrei tanto rispondergli che ne ero convinto, che lui ci è. – Faccia trenta euro.
   Faccio trenta euro. Lui è in ansante attesa, la sicurezza negli occhi, che non mollano un attimo la presa dal lettore. Quell’altro, quello basso, è un po’ meno convinto: si limita a storcere la bocca e a molestarsi il pizzetto. Qualche secondo e poi… Come volevasi dimostrare.
   Un attimo di silenzio e quello basso prende la parola. – Te lo dicevo che ce ne sono meno di trenta. Fai venticinque.
   – Ma no, aspetta, non capisco. Eppure…
   Riattaccano lo stesso disco. Brutto, peraltro. Insomma, fosse un disco-rso da Top Ten! Qui non siamo nemmeno tra i primi cento. …oh Dio, ma che sto dicendo? Ecco, lo sapevo: sono impazzito. Cosa dovevo aspettarmi, d’altronde? Ah, ma mi sentiranno su al "risorse umane": l’assicurazione mi dovrà pagare i danni per questo.
   – Scusi…
   Rivolgo uno sfinito "Sì?" a quello basso.
   – Allora proveremmo con venti euro.
   E proviamo venti euro. E rifacciamo tutta l’operazione. E aspettiamo gli stessi secondi di prima (non ho pensato a contare quanti sono). E ancora una volta la cosa non va.
   Quello alto ha un singulto di imbarazzo misto a un "che ti dicevo?". Rimangono in silenzio tutti e due. Stavolta li guardo negli occhi: prima uno, poi l’altro, poi di nuovo il primo. Non lo farete, vero? No, non potete farlo. Non sarete così testardi da…
   – Sa, – interviene quello basso, gli occhi fissi chissà dove – forse dovremmo provare con quindic…
   – Signori! – Mi accorgo che il tono è un pelo più alto del dovuto: ti capisco Dante, ma moderiamoci. – Forse dobbiamo convenire tutti e tre che su questa carta di credito non ci sono soldi. E forse conviene che paghiate tutto in contanti, anziché metà e metà.
   Mutismo, indecisione, lo sguardo gettato su ogni possibile alternativa; infine la resa.
   – Sì, forse ha ragione – è il coro della vittoria.
   Grazie, Gesù.

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