Mea!

7 Lug

   Accoccolato sul bancone mi do alla lettura dell’ultimo numero di "Wired", portato da Michele. La chiusura si farà attendere per alcune decine di minuti, ma i clienti sciamano silenziosi come formiche, riuscendo miracolosamente a fare tutto da sé. Buon per me, insomma, che posso star qui a stuzzicarmi baffi e pizzetto scoprendo perché sia molto meglio andare su Marte che tornare sulla Luna – beh, in qualche modo potrebbe anche tornarmi utile.
   Un masochisticamente piacevole colpo sulle natiche mi fa sobbalzare.
   – Au!
   Sara si allontana rivolgendomi un’occhiataccia carica di rimprovero.
   – Beh?! – urlo stridulo.
   – Beh!? – fa lei, e scompare nella corsia dei videogiochi.
   Vorrebbe vedermi scattante e al lavoro, lo so, ma sarebbe un crimine non godersi questa piccola tregua in una giornata così calda. La verità è che da quando si è lasciata col ragazzo – perché si è lasciata col ragazzo, e io so così tanti dettagli che ho quasi pensato di aprire un blog in cui… oh, lasciamo perdere – lavora come un accidenti, instancabile. Dov’è finita la cara, vecchia depressione, mi chiedo io?
   Ad ogni modo, sto applicando il polpettone di nozioni imparato alla facoltà di Psicologia ascoltandola spesso. E volentieri, devo dire: Sara è uno di quei tipi che, nonostante le difficoltà, ha capito che l’ironia salverà il mondo (non la bellezza: l’ironia; mi spiace per te, Oscar). Così, ogni birra e ogni telefonata danno sempre l’occasione per passare dei bei quarti d’ora.
   Sorrido mentre penso a tutto questo. Poi la vedo sbucare da un’altra corsia accanto a una cliente, alla quale mi indica con tutto il braccio proteso. La odierò. E’ molto borderline tutto ciò ma… sì, la odierò, lo so.
   – Buonasera – mi sforzo di sorridere.
   Per la cliente, questa serata, non è affatto buona. – Buonasera – risponde gelida. – Ho comprato questo DVD e dentro non c’era niente.
   Poggia cautamente la confezione di "Alla ricerca di Nemo", ma ho l’impressione che avrebbe voluto sbattermelo in fronte.
   Sorrido: – Beh, pare proprio che non si riesca a trovarlo quel pesciolino, eh?
   Vi spiego. La depersonalizzazione consiste in una sorta di dissociazione da se stessi, in cui è come se ci si vedesse dall’esterno, spettatori della propria persona. Ecco, il mio Io spettatore, di fronte a questa magnifica uscita, si è spiaccicato una mano sulla faccia commentando "Che idiota".
   – Ah le sembra così divertente? – Un barlume di acume mi impedisce di rispondere affermativamente. – Ho comprato questo DVD per il compleanno di mio figlio, Piermatteo. Sa quanti anni ha, Piermatteo? – "Con quel nome almeno cinquantatre, mi auguro". Dio, perché mi vengono tutte adesso?! – Quattro! – continua la signora, il tono a metà tra l’urlo e il grido. – Ha quattro anni! Se lo immagina come ci è rimasto un bambino di quattro anni quando ha visto che non c’era il DVD dentro la confezione?!
   – Signora, sono davvero dispiaciuto. Io…
   – Lei niente! Lei fa battutine, qui. Si legge il giornale, qui. – E con un colpetto riesce a mandare "Wired" per terra. Non oso nemmeno accennare a raccoglierlo. – Ah ma io vi denuncio, eh. Non la passate mica liscia. Io chiamo il Gabibbo!
   No.
   No, capite? No.
   Sono le 20:30 – vediamo… le 20:34 -, è l’inizio della settimana, fa caldo, mi mancano due esami per laurearmi. Non ho una grande resistenza, capite? E’ difficile. E’ tanto difficile. E allora, ditemi voi, come potrebbe l’angolo sinistro delle mie labbra non cedere alla forza tensiva dei muscoli e incurvarsi vistosamente verso l’alto, al suono della minaccia "Io chiamo il Gabibbo"?
   Suppongo che le battaglie campali de "Le due torri" o "Il ritorno del Re" le abbiate viste un po’ tutti. Allora un’idea delle conseguenze all’insubordinazione delle mie labbra immagino che ce l’abbiate, senza che ve le stia a spiegare.
  
   – E com’è finita – chiede Sara, cantilenando e gongolando.
   – E’ finita che ti odio.
   – Naa, – sorride – non ci credo. Dici sempre così, ma non odi nessuno di noi.
   – Sì, sì, guarda: questa volta mi sa che ti odio davvero. No, aspetta, forse… No, no: ti odio proprio.
   Mi aggancia un braccio con il suo mentre usciamo dal Centro, e si lascia scappare un risolino. Sì, sono sicuro che sia proprio odio.

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10 Risposte to “Mea!”

  1. utente anonimo 7 luglio 2009 a 3:46 PM #

    complimenti scrivi molto bene…ma poi com’è finita con la signora???
    🙂

    Elisabetta

  2. utente anonimo 7 luglio 2009 a 3:47 PM #

    ok, per quanto andrà avanti la storia che fra voi due non c’è niente?

    non vedo niente di male, basta essere sinceri 🙂

  3. utente anonimo 7 luglio 2009 a 8:16 PM #

    Leggo il tuo blog per lo più via RSS, per cui lasciare i commenti non è proprio la cosa più comoda del mondo, ma questo te lo sei proprio meritato: per me, sei un grande.

    yfede, da Modena.

  4. DanteHicks 7 luglio 2009 a 10:34 PM #

    @Elisabetta: Armageddon!

  5. utente anonimo 8 luglio 2009 a 11:19 AM #

    ….CHIAMA IL GABIBBO??? LOL XD

    Ma come potete essere obbligati a prendere sul serio gente del genere -pazza, isterica, cafona, altro..-? Subirà traumi infantili, il povero Piermatteo. Ma non credo a causa di Nemo…

    Sivy

  6. utente anonimo 8 luglio 2009 a 12:59 PM #

    When the moon hits your eye like a big pizza pie… 😉

    Elena

  7. utente anonimo 8 luglio 2009 a 1:42 PM #

    lo sapevo…
    ora è singola!!!! vai.. non hai più scuse!!!

    j

  8. utente anonimo 8 luglio 2009 a 3:23 PM #

    come si fa a non ridere?

    via su.. abbiamo la nuova coppia dell’estate…

    Cereal_killeR

  9. utente anonimo 8 luglio 2009 a 4:50 PM #

    Questa del Gabibbo è la migliore da un mese a questa parte 😀 😀

    Saluti
    Phitio

  10. utente anonimo 9 luglio 2009 a 8:42 AM #

    Odio.. si si è evidente!!

    Fyaa

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