La quiete

11 Feb

   Non pioviccica più, ma ho ancora tirato su il cappuccio della giacca impermeabile, sopra il berretto stile mütze tedesco. L’aria è buona e fresca e mi solletica il naso e ho davvero voglia di respirarla a bocca aperta. Guardo l’ora sul cellulare: le 8:49. Mi dondolo sulle gambe mentre Roma si sveglia un’altra volta. E’ la Roma dei commessi, delle cassiere, dei negozi e degli uffici, delle casalinghe, degli studenti in ritardo e di quelli che hanno fatto sega, delle madri che tornano a casa e di quelle che vanno a fare la spesa. Mi piace quando Roma è così. Mi piace starmene davanti a lei, con il Centro alle spalle e tutto il resto davanti. Mi piace sentirla così, in pace col mondo, in sottile sintonia coi miei sensi.
   Una signora anziana avanza un po’ incerta. Quando mi giro a guardarla sembra riconoscermi nonostante la kefiah e il cappuccio, e si avvicina.
   – Scusi, ma vi è poi arrivato quel DVD che avevo chiesto l’altra volta?
   Sorrido di cuore. Vorrei ridere, ma penso che non sta bene e allora mi trattengo. La guardo in modo conciliante: – Signora, – e allora mi do un’occhiata dai piedi in su – non ho ancora attaccato.
   Sorpresa, la signora si scusa ed entra frettolosamente, lasciando nuvolette di fiato dietro di sé.
   Chiudo gli occhi. Inspiro quest’aria così fresca e carica. Una canzone dei Joy Division passa come una eco lontana senza farsi riconoscere (forse è Decades, forse New Dawn Fades). Pochi suoni, pochi rumori. Poi qualcosa di freddo mi tocca il naso. Apro gli occhi. E’ un dito. Metto a fuoco. E’ il dito di Sara. Sorride.
   – E’ lui – fa a qualcuno alle mie spalle.
   Mi giro e vedo Jonathan che mi saluta con un cenno: – Non attacchi alle 11:30?
   Annuisco: – Avevo l’esame alle 8. Sono stato tra i primi. – Poi alzo le spalle: – Non sapevo dove andare.
   Ammicca: – Ci vediamo dopo allora. Adesso rientro, ché c’è Pino da solo e…
   Sparisce tra le porte del Centro. Sara è ancora qui. Ridacchia in quel modo vivace e ingenuno che contraddistingue le sue labbra.
   – Allora? – Sgrana gli occhi curiosi.
   Le faccio l’occhiolino: – 28.
   – Sì! – Saltella e mi abbraccia, e allora scoppio a ridere e mi si sblocca qualcosa che avevo nel petto e che non mi faceva dormire da un paio di giorni, rendendomi inquieto. – Ci vediamo dentro, allora!
   Annuisco e la guardo andarsene e lasciarmi di nuovo con Roma, per un po’.
   Respiro. Sotto la kefiah sorrido ancora. Amo questa sensazione.

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11 Risposte to “La quiete”

  1. DanteHicks 11 febbraio 2009 a 4:16 PM #

    Grande Puzzo, lo giuro, nel prossimo post sarai debitamente ringraziato 🙂
    Questo di oggi mi lascia una sintonia così… così!, che non sono riuscito ad aggiungere altro.
    Perdonami se puoi!

  2. utente anonimo 11 febbraio 2009 a 5:20 PM #

    Davvero un buon racconto, bravo Dante: scorrevole e liscio come l’acqua naturale. Ma mentre mi congratulo per un passo da 28 verso la laurea, non posso esimermi dal domandarmi un paio di cose:
    Рchi ̬ quel professore che convoca la gente alle 8 di mattina per fare un esame?
    – sei così già istituzionalizzato da non poter attender il turno lontano dal centro?

    Bongio

  3. Puzzo 11 febbraio 2009 a 5:49 PM #

    Dal mio padre biologico accetto tutto! (Saluta mamma Sara).
    🙂

    Complimenti per l’esame, -1 alla meta.
    A me fa lo stesso effetto la mattina alle 6.00, quando le luci non si sono ancora accese e il sole è nascosto dietro l’orizzonte e non ha voglia di svegliarsi, allora…

    Mi sa che ci esce un bel post!!!!!
    🙂

  4. DanteHicks 11 febbraio 2009 a 7:05 PM #

    @Bongio: Ammaniti, padre del noto scrittore, sigh 😦 E martedì prossimo ne ho un altro alla stessa ora!

    @Puzzo: non alimentare false speranze! Sara è un’amica, cara, sempre più cara, ma amica!

  5. IchHasseKinder 11 febbraio 2009 a 9:40 PM #

    complimenti

  6. MmeLeSpectacle 11 febbraio 2009 a 10:00 PM #

    congratulazioni!
    mi hai fatto tornare indietro di qualche anno, è una bella sensazione.

  7. utente anonimo 11 febbraio 2009 a 11:30 PM #

    È un po’ che ti seguo, anche se non ho mai commentato. mi piace come scrivi, e anche se non sono di roma conosco quella sensazione. Sono stata spesso a trovare amici, e l’ultima volta, è stata proprio come l’hai descritta.

    Complimenti per l’esame! io sono a -5, vedo la luce in fondo al tunnel..

  8. utente anonimo 12 febbraio 2009 a 10:04 AM #

    “Non sapevo dove andare”…
    il lavoro ti sta rovinando!!! avevi una città tutta per te!!!

    ma c’è qualcosa tra te e sara?!?!?

    mi piace il tuo blog… scrivi bene. ^_^

  9. Berenyke 12 febbraio 2009 a 4:43 PM #

    Molto molto bene, ci voleva questo 28, utile ad allontanare quei pensieri tristi e spenti su un futuro da commesso XD Complimenti Dante! Vai così =D

  10. DanteHicks 12 febbraio 2009 a 8:08 PM #

    grazie mille ragazzi e ragazze, sono commosso :°)

  11. utente anonimo 13 febbraio 2009 a 5:25 PM #

    e dillo che ti piace… io me ne innamorerei 😉
    complimenti
    Mariano

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