L'impresa

11 Ago

   Lo vedo puntare la nostra postazione con estrema curiosità. E’ cauto, non vuole commettere mosse false. Pensa di essere abbastanza distante da poter scrutare indisturbato ciò che accade qui: non sa che l’ho adocchiato già da un po’.
   Forse mi vede, e allora comincia a passeggiare avanti e indietro, tentando di confondersi con l’altra clientela. Guarda altrove, finge interesse per un lettore DVD della Philip, per una Wii, per delle cuffie da computer, per uno stereo, infine per delle confezioni di CD. Ma colgo ogni singola occhiata che, in questo tentativo di depistaggio, indirizza verso di noi.
   Sa che io so. Capisce che è inutile fingere. Si concede tuttavia di giocare al meglio le sue ultime carte, o forse tenta di salvare la dignità. Comincia a circumnavigare il bancone, fingendosi interessato a tutt’altro. Non lancia più le sue occhiate, ma ho identificato il suo bersaglio molti sguardi addietro: so cosa vuole. Gira lentamente intorno a noi, confusamente, per non dare una precisa idea di quali siano le sue intenzioni, per tentare di farci credere che non è interessato a qualcosa che noi abbiamo e che lui brama ardentemente. Ma non mi lascio ingannare: percepisco che i suoi movimenti non disegnano un cerchio concentrico, ma una sottile spirale che lentamente si chiude su di noi.
   Continua. Avanza. Si avvicina passo dopo passo. L’ultima occhiata. I nostri sguardi s’incrociano. Scoperto, nudo di fronte a me, decide finalmente di dichiarare i suoi intenti e, con un ultimo atto di forza, spezza la spirale per venirmi dritto incontro.
   – Scusi, mi domandavo se potessi…
   – No.
   – …usare il vostro computer.
   Per qualche secondo attende la risposta, poi comprende il mio anticipo. E’ quasi sorpreso. Quasi: aveva già colto il mio sguardo, ma forse sperava che fossi clemente, che la sua stoccata mi cogliesse di sorpresa, creando una crepa d’incertezza in cui intrufolarsi per allargare la mia disponibilità. Come se cedessimo il nostro computer a chiunque lo desidera. Non può far altro che andarsene col capo chino. E quando le sue spalle incurvate dalla sconfitta sono ormai lontane, le mie labbra schiudono un ultimo commento: – Uomini migliori di te hanno tentato, e tutti hanno fallito.
   – Eh? – Valter lì accanto alza la testa dal monitor: – Hai detto qualcosa?
   – Niente, niente. Torna pure ai tuoi siti porno.

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Una Risposta to “L'impresa”

  1. utente anonimo 11 agosto 2008 a 11:28 PM #

    E’ una calamita, non c’è che dire…

    Ma ogni quanto piallate il computer e lo reistallate?

    Con Valter che va in chat…

    😛

    Sei sempre il migliore!

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