L'inizio

31 Lug

   Il primo impatto per chi inizia a lavorae in un centro commerciale spesso è duro, granitico. Sei uno dei tanti precari, come va di moda chiamarli oggi, che crede di avere un disperato bisogno di portare a casa una pagnotta misera ed ammuffita, per la quale è pronto a ignorare i propri diritti di lavoratore, ad accettare gli innumerevoli strappi alla regola fatti dai superiori (che diventano vere e proprie lacerazioni al tuo status di dipendente), a non osare pronunciare alcuna obiezione di fronte a questi. Sei un numero, sei uno della coda. Così non ti sta bene? Avanti il prossimo.
   C’è chi cerca di mettere zucchero attorno a questa amara realtà, chi cerca di venderti un’illusione tramite l’allusione, e chi infine pensa che non valga la pena fare lunghi giri per dirti che le cose funzionano così, prendere o lasciare. Ogni volta sei alla mercé di due voci: quella di chi ti dice che il futuro è incerto e che un lavoro mal pagato e mal gestito, dove non farai ciò per cui sei stato assunto e dove l’eccezione ai tuoi diritti è la regola, è quanto di meglio potesse capitarti, e quella che ti spiega che offrirti questo lavoro è un favore che ti sta facendo, e che quindi fin dall’inizio tu vali meno di niente per lei.
   Come tutti noi, Mario è passato in mezzo a questo. Come noi, è arrivato qui senza la più pallida idea di cosa fare. Nessun superiore si prende la briga di spiegarglielo: perché dovrebbero? Ci siamo noi commessi. Commessi, non "formatori", ma a chi importa? Sanno bene, i superiori, che o insegniamo ai nuovi arrivati come funzionano le cose, o dovremo lavorare anche per loro. Se in certi giorni ignoriamo i nuovi arrivati, non rispondendo adeguatamente alle loro numerose domande, un po’ è per mancanza di tempo e un po’ è per la frustrazione di questa situazione.
   Sappiamo, però, che poi arriva il giorno in cui non ci sono nuovi ordini, in cui Johnatan e Sara se la cavano da soli in magazzino, in cui i clienti sembra che per una volta ti diano tregua. Allora alzi il collo e ti guardi attorno e vedi Mario in un angolo del reparto, lo sguardo perso, che non sa cosa deve fare quando non ha nulla da fare. Lo raggiungi e lui quasi si mette all’erta, ma poi gli fai un sorriso e di rimando ne abbozza uno impercettibile. Gli chiedi cosa fa, ti risponde un timoroso "niente", e poi gli strizzi l’occhio: – Vuoi venire a farti una pausa caffè con me?
   – Possiamo?
   – Pare che non ci sia molto da fare in questo momento.
   – Ah… allora, ok.
   – Ascolta, mentre andiamo volevo fare due chiacchiere con te. Magari c’è qualcosa che vorresti sapere sul lavoro e che nessuno ancora ti ha spiegato…

Annunci

6 Risposte to “L'inizio”

  1. utente anonimo 31 luglio 2008 a 6:30 PM #

    Grande Dante! Il paladino dei neoassunti, il vero PR del reparto.. ottima trovata. Spesso quello che delude di più i nuovi arrivati non è tanto la difficoltà del lavoro, piuttosto la scarsa considerazione. Penso che la demotivazione sia una delle prime cause di dimissioni.

    Bongio

  2. utente anonimo 31 luglio 2008 a 10:09 PM #

    Grande Dante!

    Io mi sono sempre comportato come uno specchio nei confronti di chi ho di fronte ed ha sempre pagato.

    Se lui vorrà imparare avrai addestrato un buon elemento, se è uno che se ne frega (ma dai discorsi che fai non è così) hai solo un altro parassita.

  3. utente anonimo 31 luglio 2008 a 10:58 PM #

    Ciao bello. Sono appena tornata dalle mie ferie, magnifica settimana alle isole Eolie, 3 su 7 (Lipari, Salina e Vulcano). A settembre vado a visitare le altre 4 (Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli).
    Mi sono divertita, abbronzata e rilassata. Adesso sono carica per riprendere la solita vita. Un bacio
    Chèrie Senz’Anima

  4. DanteHicks 31 luglio 2008 a 11:10 PM #

    La demotivazione è una delle prime cause di dimissioni e purtroppo nessuno si azzarda più a dare le dimissioni, quindi la demotivazione si aggiunge ad una crescente frustrazione 😦
    Ho fatto con Mario quello che i miei colleghi hanno fatto con me e che il capo settore si scorda di fare con qualunque commesso: l’ho trattato da essere umano e non solo da dipendente del Centro.

  5. utente anonimo 31 luglio 2008 a 11:28 PM #

    Grazie mille. Ho messo qualche foto della vacanza sul mio blog. Vai a vederle, se ti va.
    Un bacio
    Cherie Senz’Anima

  6. utente anonimo 1 agosto 2008 a 10:38 AM #

    Eh si, sono io che sono un pò impedita con la tecnologia e non so come si faccia a far ingrandire le foto… Un bacio
    Chèrie Senz’Anima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: