Stile di vita

1 Lug

   Davide ci sorpassa velocemente imprecando contro dei fogli stretti in mano: – Cristo santo! Vorrei sapere chi ha fatto questi ordini! Ci sono una marea di DVD inutili!
   Valter ed io lo guardiamo allontanarsi. Faccio spallucce, mentre Valter sorride sardonico: – Ecco perché non voglio fa’ carriera.
   Gli rimando un’occhiata perplessa: – In che senso?
   Valter strascica un po’ i piedi per terra, avvicinandosi pian piano. Poi, col sorriso di prima, prosegue: – Sai che tempo fa m’addimannàrono d’addeventà capo reparto? Sì, sì, credimi, non sto a dicere ‘na fesseria. Ma io ho anniàto, ho rifiutato.
   Il ruolo di capo reparto non è molto gratificante, perché è uno sbattimento enorme a fronte di un irrisorio aumento di stipendio. Ma è anche vero che se hai pazienza, costanza e capacità, riesci a farti vedere e ad ottenere qualche vantaggio. E Valter, tutto sommato, è uno davvero in gamba. Ecco perché, sorpreso, esclamo un acuto "Perché?!".
   Sorride sempre: – Ogni giorno, qui al lavoro, vedo decine di signori in giacca e cravatta. Manager, o quaccòsa del genere. Vengono per accattà il portatile o il televisore al plasma. Sai cosa fanno tutto ‘o tiempo?
   Non lo so.
   – Parlano al cellulare, sbraitando coi colleghi e leccano il sedere ai superiori (e poi li mannàno affanculo subito dopo). Stanno in ansia, sono sempre incazzati o depressi, si angosciano 24 ore su 24 per il lavoro e, ci metto la manzolla sul fuoco, a casa cuntinuano a preoccuparsi. – Sorride ancora di più: – Io non voglio mica a diventare così. Chisto non è il lavoro della mia vita, ma soprattutto io mica campo pe’ lavorà. Studio, cerco in giro, presto troverò qualcosa di meglio. Anzi, magari metterò su una mia attività, un lavoro semplice semplice, modesto, che non mi farà diventare riccupellòne, ma che nemmeno mi farà caccià ll’anema. Magari non in Italia, magari altrove. Non c’ho addavèro intenzione di fa’ carriera qui dentro!
   Mi sorride di nuovo e in quel sorriso scorgo una strana luce: pacata, serena, sincera. Non c’è niente di malamente "italiano" in questo discorso, non una nota di arrendevolezza. Parla di qualcosa che conosce bene, che ha ponderato a lungo e di cui è felicemente sicuro. E’ il suo stile di vita.
    Per la prima volta vedo Valter sotto una nuova luce, diversa. Avrei una mezza dozzina di obiezioni da fare, ma le tengo per me. In qualche modo non posso non essere d’accordo.

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Una Risposta to “Stile di vita”

  1. utente anonimo 1 luglio 2008 a 5:09 PM #

    Come non dargli ragione…

    Qui, caro Dante, si sfonda una porta aperta e *TROPPO* ci sarebbe da dire, ma preferisco godermi questo attimo cogitativo e lasciare che passi indenne.

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