Usi impropri

5 Giu

   Il tizio occhialuto, la testa simile ad un cactus – tutt’uno con il collo -, si accosta silenziosamente al bancone. Lo esamino incuriosito, ma prima che qualcuno dei due possa dire alcunché diventa tutto rosso e distoglie lo sguardo. Resto smarrito. Mi viene da rassicurarlo ma… rassicurarlo di che? Tira su un pacchettino rettangolare: è una scatola di sacchetti neri per l’immondizia, ancora chiusa. Do un’occhiata, guardo il signore, do un’altra occhiata, e poi ne rivolgo una interrogativa a lui, che per tutta risposta arrossisce ancora di più. Spazientito faccio per dire qualcosa, ma l’uomo-cactus decide finalmente di proferir parola con tono biascicato e sommesso.
   – Ma, secondo lei, con questi posso incartarci il cibo?
   Rigiro mentalmente quella domanda numerose volte, provando a scorgerne metafore o doppi sensi. Poi, con tatto e cautela, rispondo.
   – No, signore. Secondo me non può.
   Annuisce con uno scatto della testa, l’espressione vigile, quasi spaventata, in parte complice. Poi si allontana camminando sghembo sulle gambe.

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2 Risposte to “Usi impropri”

  1. sbrn 5 giugno 2008 a 7:48 PM #

    Oddio, l’uomo-cactus!!! Me lo sono visto davanti!!! 😀
    Ma da dove ti vengono ‘sì geniali similitudini????? :-DDDDDD

  2. DanteHicks 6 giugno 2008 a 3:32 PM #

    ahahah non so, mi viene naturale ^__^
    ma se te lo sei immaginato vuol dire che sono riuscito nel mio intento!
    W!

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